Visualizzazione post con etichetta Righello Ettore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Righello Ettore. Mostra tutti i post

lunedì 16 gennaio 2017

Sergio Fanni & His All Stars _ Non Ti Scordar di Me


Se oggi, a volte, il palcoscenico del jazz può apparire come una vetrina, più trend e di classe del “mero” pop, per raggiungere comunque la scintillante via del successo, ovviamente non è sempre stato così.


Nella Storia di questa musica ci sono stati migliaia di musicisti dei quali non restano che flebili tracce, e solo nelle discografie più ragionate. E non parlo dei dilettanti con passione o dei professionisti per una stagione, no, intendo proprio quei musicisti che per convergenze umane, per caratteristiche personali o per congiunture astrali, nonostante la loro assidua presenza tra le pagine di questa storia, sono passati come corpi luminosi nel cielo del jazz italiano per poi scomparire dalla memoria dei più, quasi senza lasciare traccia.


Per esempio, il nome di Sergio Fanni vi dice qualcosa?
Qual è il suo strumento, o dove è nato?
Avete mai visto la copertina di uno dei suoi pochi dischi, letto un articolo su una delle due riviste di settore o “ascoltato” le sue parole in una intervista?


Provate a digitare su google Sergio Fanni e non vi fate ingannare subito dalle tantissime voci che vi appariranno, perché non tutte appartengono al personaggio in questione né, tantomeno, al mondo del jazz.


Ora, restringete la ricerca con “Sergio Fanni” tromba jazz, e già le voci dell’immenso motore di ricerca per eccellenza scenderanno a poco meno di 800, con molte citazioni in siti non direttamente a lui dedicati e pochissime immagini, oltre a tante altre trombe, ma non sempre quella nostra.


Se proprio siete curiosi come me e volete chiudere il cerchio, aggiungete alcuni dati anagrafici digitando “Sergio Fanni” tromba jazz torino 1930, e non raccoglierete nemmeno 100 voci, tra le quali non c’è una biografia degna di nota (addirittura, nemmeno una pagina su wikipedia…), ma appena una citazione ufficiale del nostro nella voce Jazz che Antonio Lanza ha compilato sulla Treccani.


Penserete: mò questo s’è rincojonito e se mette a da’ i numeri…
ma per fare un paragone provate a cambiare solo qualche parola della ricerca e scrivete “Enrico Rava” tromba jazz torino 1939.
SBAM! 3.000 voci (in 0,6 secondi) e quasi tutte completamente inerenti!


«in Piemonte c’erano jazzisti fortissimi. Appartenevano alla generazione precedente, cioè avevano una decina d’anni più di me. Parlo di Valdambrini, Basso, Sergio Fanni, Leandro Prete, ma erano fuori dalla nostra portata. Erano “professionisti” ed erano quasi tutti intruppati nelle varie orchestre della RAI, dove guadagnavano bene»

Questo scrive Rava nel suo “Incontri con musicisti straordinari”, dove ovviamente Sergio Fanni è menzionato tra i grandi, ma la storia contemporanea sembra averlo dimenticato o forse ha deciso d’invertire i fattori d’importanza…



*****************

Credits:



Label: CETRA
Catalog #: EPD 38
Format: EP
Country: Italy

Recorded at Milan, April 19, 1960


Sergio Fanni (trumpet)
Eraldo Volonté (ten., bar. sax)
Giorgio Buratti (bass)
Ettore Righello (piano)
Gil Cuppini (drums)



Tracklisting:

Side One
1) Duo (G. Cuppini) - 2'45"
2) Circeo (R. Fol) - 2'50"


Side Two
1) Non Ti Scordar Di Me (Bixio) - 2'35" 
2) P.N. Blues (L. Konitz) - 2'50"



giovedì 20 dicembre 2012

Basso & Valdambrini Quintet _ Jazz Sonorizzazioni _ CETRA MLC 5549 / 50


Poco più di un mese fa, questo disco è stato battuto all’asta per 900$, quasi 700€.

È curioso notare come, a prescindere dal momento storico, ci siano al mondo persone disposte ad investire tanto per soddisfare la propria passione.


Certo, possono esserci degli argomenti oggettivi che giustificano l’esorbitante valore di mercato di un “oggetto artistico” non unico, anzi nato proprio grazie alle scoperte dell’era della riproducibilità tecnica, come ad esempio il fatto che parliamo di uno degli ultimi dischi registrati prima dello scioglimento del quintetto italiano più famoso nel mondo.

Oppure, nello specifico, perché si tratta di un’impresa discografica concepita apposta per commenti musicali, chiamati comunemente sonorizzazioni, cioè una specie di colonna sonora per programmi televisivi, ma sicuramente influisce molto anche il fatto che il disco in questione non è mai stato immesso sul tradizionale mercato discografico, perchè è stato stampato in pochissime copie senza alcuna copertina, se non una generica busta bianca, non destinate alla vendita, ma agli archivi dell’etichetta e distribuite gratuitamente solo tra gli addetti ai lavori.


Ma quali sono gli argomenti soggettivi che spingono un individuo a pagare tanto per possedere un oscuro disco, senza copertina, con incisa sopra poco più di mezz’ora di jazz italiano?

Alla base di tutto c’è, questo è il mio parere, un fattore emotivo, difficilmente spiegabile. Uno non decide di diventare collezionista di dischi da un giorno all’altro, ma si scopre tale nel tempo, avendo vissuto certe emozioni fin da piccolissimo, che si concretizzano sicuramente nella forma fisica dell’oggetto, che poi nell’accumulo stratifica i propri interessi, ma che focalizzano il vero nucleo della passione al centro dell’ascolto musicale.


Poi, pian piano, c’è l’acquisizione di una certa coscienza, l’eccitazione della scoperta, l’impegno della ricerca, c’è la consapevolezza del valore culturale, il gusto della ricostruzione storica, ed anche il fascino ammaliante della grafica di copertina (quando è disponibile…). Quasi mai c’è, al centro dei motivi che muovono i veri collezionisti, non i mercatari, l’affannosa smania legata al valore economico, né in un senso (guadagno), tantomeno nell’altro (costo), e non solo perché il valore di mercato cambia ininterrottamente, sulla base di diversi fattori, in continua schizofrenica fluttuazione.


Poco più di un mese fa, questo disco è stato battuto all’asta per 900$, ed oggi è disponibile all’ascolto, grazie al potere della condivisione.

Non so se troverete curioso il fatto che, a prescindere dal valore di mercato, ci siano persone al mondo che soddisfano la propria passione condividendola.


Non è un caso che la diffusione gratuita, l’accumulo spropositato, l’archiviazione ragionata, la condivisione libera e la privata ricerca spasmodica, sono comportamenti apparentemente contrastanti che appartengono allo stesso individuo di questa specie, il collezionista appassionato.


Certo, c’è anche chi considera il collezionismo un’ossessione, addirittura una patologia classificata dalla psichiatria che può portare all’interdizione, ovvero all’inabilitazione del folle amatore, su richiesta dei propri familiari, della gestione dei suoi stessi averi.

C’è pure chi non fa distinzione tra accumulo di tappi di bottiglia, sorpresine kinder, animaletti di swarovsky e oggetti portatori di messaggi culturali. Molte sono le leggende metropolitane che vedono la vecchietta morta soffocata nella sua casa sommersa da innumerevoli ritagli di Famiglia Cristiana, o dell’insegnante in pensione che affitta un garage immenso per le sue bottiglie di birra tedesca e, intanto, non riesce a pagare il mutuo di casa. Poche invece sono le storie che aggiungono valore a questa particolare esperienza privata.


Sul collezionista c’è sempre stato l’abbaglio del fascino misterioso (vieni a vedere la mia collezione di farfalle?) e, a volte, l’ombra della perversione sociale. Il collezionismo è stato più semplicemente schedato solo in funzione dell’accumulo materiale e del corrispettivo valore economico, nessuna differenza nei contenuti, nessun ragionamento a latere.
 .
Un giorno questi individui saranno probabilmente obbligati a nascondersi nelle grotte o ad andare in giro con magliette con la scritta “il collezionismo ti soffoca, chiedi al tuo contabile come smettere”. 


E la società invece cosa fa? I ministeri che dovrebbero conservare e tramandare la cultura, come si muovono? Il Governo fa leggi su chi decide di spendere il proprio denaro in arte e ne adotta altre, vecchie e anacronistiche, anche su chi decide di mettere in condivisione i propri beni gratuitamente. Mai una legge che preservi l’arte tutta, che miri a mantenere intatto, sempre più arricchito e disponibile, il patrimonio culturale, specialmente quello che c’è oltre la musica classica, che di leggi e finanziamenti ad hoc già ne riceve tanti.


Secondo voi, perché non c’è una legge che obblighi i detentori dei diritti artistici, autori, editori o eredi che siano, a mantenere disponibile un’opera d’arte o, in caso contrario, a togliere il veto sulla sua libera riproduzione? 
 .
L’Arte non dovrebbe essere ad appannaggio di tutti? O è solo una diceria come quella che afferma che la legge è uguale per tutti? 


Oggi continuiamo a dare l’allarme sull’utilizzo sconsiderato delle slot machine, sui danni che il fumo reca all’organismo, sull’aumento della benzina, sulla pericolosità dell’alcool prima di guidare e poi, con estrema nonchalance, mettiamo su tutte queste faccende il bollino del monopolio di stato.

Qual è il senso di tutto questo?


Insomma, adesso questo raro e prezioso disco è qui per voi, spero non me ne vorrà il collezionista che un mese fa ha speso 900$ ed oggi con un click centinaia di appassionati abbatteranno il valore della sua acquisizione.

Consideratelo un po’ il mio regalo di natale.


«e quando è ormai la società stessa, con le sue istituzioni abbrutite e asservite al profitto, che non è in grado di gestire, conservare e studiare la produzione culturale, il collezionista assume un ruolo salvifico e diventa un Eroe»

Francesco Coniglio introduzione a "100 Dischi D'Oro" di Fernando Fratarcangeli

***************************
.

Credits:

Basso & Valdambrini Quintet
Jazz Sonorizzazioni

Label: CETRA
Catalog# MLC 5549 / 50
Format: LP
Country: Italy
Recorded in Milan on 1967

Sample Copy
Not for Sale

Oscar Valdambrini (trumpet),
Gianni Basso (tenor sax,cl),
Ettore Righello (piano),
Giorgio Azzolini (bass),
Gil Cuppini and/or Giancarlo Pillot (drums)
.

Tracklist:

1) Simton (Valdambrini) – 2:55
2) Emozione (Donadio) – 2:35
3) Sentimentale (Valdambrini) – 3:00
4) Semplice (Valdambrini) – 3:05
5) Gavotta (Valdambrini) – 3:00


6) Marzio (Donadio) – 2:40
7) Claude (Domboga) – 3:00
8) Caline (Donadio) – 3:00
9) Drum Play (Valdambrini) – 3:00
10) Baras (Domboga) – 2:35

 


giovedì 26 maggio 2011

Gil Cuppini - A New Day - Jazz Suite for Big Band

Credits:

Label: Red Record
Catalog# VPA 154
Format: LP
Country: Italy
Date of release: March 1980


Tracklisting:

Side A

1) A New Day - Jazz Suite for Big Band - 19:30

Fermo Lini, Emilio Soana, Franco Corvini, Oscar Valdambrini (tp),
Nicola Castriotta, Rudy Migliardi, Cesare Gagliardi, Beppe Bergamasco (trne),
Glauco Masetti, Gianni Basso, Cesare Bergonzi (sax),
Ettore Righello (p),
Giorgio Azzolini (bass),
Gil Cuppini (drums),
Carlo Sola (bongos)

recorded at Milan, Teatro Lirico, 1969, October 27



Side B

B1) Flakes - 3:15

Emilio Soana, Franco Corvini, Bruno Moretti, Sergio Fanni (tp),
Nicola Castriotta, Rudy Migliardi, Palmiro Mautino, Beppe Bergamasco (trne),
Glauco Masetti, Nando Nebuloni, Leandro Prete, Eraldo Volonté, Sergio Rigon (sax),
Carlo Milano (bass),
Gil Cuppini (drums)

recorded at Milan, Jazz Festival of Cinisello Balsamo, 1974, March 13


B2) Ol' Man River - 4:10
B3) Caceres - 4:25
B4) Laura - 4:14
B5) 3th Dimension - 2:45

Emilio Soana, Franco Corvini, Bruno Moretti, Sergio Fanni (tp),
Nicola Castriotta, Rudy Migliardi, Claudio Barbieri, Beppe Bergamasco (trne),
Glauco Masetti, Gianni Basso, Leandro Prete, Sergio Rigon, Stelio Licudi (sax),
Ettore Righello (p),
Mario Bosi (vib),
Alberto Pizzigoni (g),
Piero Gosio (sistro),
Carlo Milano (bass),
Gil Cuppini (drums)

recorded at Locarno, Tarantella Jazz Club, 1977, September 23

lunedì 16 novembre 2009

Gil Cuppini Big Band - Sof' Stroke - 1968

Gilberto "Gil" Cuppini is not a jazzman that needs to be presented.
Then just scroll through the names of friends, and great musicians, who came forward to his call, to realize the respect and credibility to the Italian jazz recognizes at this man.

This LP is a recording of a memorable concert took place in late summer of 1968 at Universal Club of Marina di Carrara, entirely dedicated to the memory of Giancarlo Testoni, well-known music critic, founder of the "Musica Jazz" magazine.


Credits:

Label: MEAZZI
Catalog#: MLPS 04048
Format: LP
Country: Italy

Recorded at "Universal Club",Marina di Carrara (Tuscany), on Summer 1968

Fermo Lini, Alberto Corvini, Emilio Soana, Oscar Valdambrini (trumpets), Dusko Goykovich (flgh), Mario Pezzotta, Dino Piana, Nicola Castriotta (trnes), Cesare Gagliardi (bass trne), Glauco Masetti, Sergio Valenti (alto sax), Gianni Basso, Eraldo Volontè (ten sax), Sergio Rigon (bar sax, fl), Ettore Righello (p), Giorgio Azzolini (bass), Gil Cuppini (drums)


Tracklisting:

Side A

Opening "the stretch" - 0'39"
A1) Flip Top - 3'00"
A2) Sof' Stroke - 4'39"
A3) A Crystal Dream - 3'20"
A4) 'Tronicdrum - 10'18"




Side B

B1) Well Said ! - 5'12"
B2) Making Love - 4'10"
B3) Sweet Lips - 3'04"
B4) When the Angels Listen to Mario - 3'22"
B5) Hot D.O.G. - 4'00"
Ending "Lady of the lavender mist" - 2'03"