“And so, these important
«field recordings» from a mysterious past and unfolding future, take us to a
place and a time between the cracks of the Miles Davis story as it is commonly
understood. For that alone, never mind the rattling, exploratory poetry of this
band’s sound, this is a significant cultural document for the ears and the
ages, not just the archives.”
Con
queste parole Josef Woodard, critico musicale del Los Angeles Times, vincitore
del ASCAP Deems Taylor Award per la scrittura jazz nel 1998, ha chiuso il saggio
intitolato Field Recordings from a Future-Leaning Past, allegato alla
pubblicazione di MilesDavis Quintet - Live In Europe 1969: The Bootleg Series Vol. 2, prodotto da Richard Seidel e
Michael Cuscuna per la Columbia/Legacy, in uscita il 29 gennaio 2013.
È curioso notare come cambia il punto di vista
rispetto alla pubblicazione dei bootlegs, se a farlo è una major supportata dai
soldi e dai critici ufficiali, anziché un ignoto blogger. «Un documento
culturale significativo, non solo per gli archivi privati». Niente di più vero, ma niente di nuovo per
il web, che da sempre ha fatto in modo che le registrazioni live non
autorizzate fossero messe ugualmente in circolo per completezza storica, nella
maggior parte dei casi senza che nessuno ci guadagnasse nulla, perché in realtà
queste performance live del terzo quintetto di Miles Davis circolavano già da
tempo tra i collezionisti ma, fino ad oggi, erano solo pirateria, niente a che
vedere con la cultura…
In rete s’indaga ancora sulla valenza culturale dei
blog musicali, sul significato del bootlegging ed in generale sull'aspetto politico e sociale che è implicito nella ridistribuzione senza profitto dei beni culturali, specialmente dalla chiusura di
Megaupload e dopo le nuove norme restrittive applicate da Rapidshare, come
nell’interessante dibattito avviato da Mark Allen:
Tutto tace invece sulla nostra
stampa specializzata e, purtroppo, anche sui siti italiani, a discapito della migliore comprensione di
questo interessante fenomeno, con voluta o indiretta difesa dell'industria milionaria, senza alcun sincero interesse nel mantenere viva, o riportare alla luce, la memoria di artisti dimenticati o pezzi di storia abbandonati negli archivi ufficiali o incisi nei solchi di dischi oramai irriperibili. Niente di nuovo sotto il sole del businness: se non ci posso guadagnare, allora gli volgo le spalle.
Se
c’è un merito specifico che differenzia alcuni progetti ufficiali da quelli un-official, è semmai in riferimento
alla qualità del materiale. C’è da dire che fin’ora nel progetto Columbia/Legacy,
le originali sorgenti audio e video sono state rimasterizzate dai migliori
tecnici disponibili e ci hanno offerto un prodotto eccellente rispetto a
qualsiasi versione circolante in precedenza. Ma è solo una questione di soldi,
non centra niente l’intento culturale, né tantomeno quel sense of urgency che spinge i fans a condividere il prima possibile
il materiale che gli capita sottomano, a prescindere dalla qualità della
registrazione.
Quando
nel 1991 è nato il progetto CCB Productions, Inc. (Chet & Carol Baker), Carol
Jackson ha voluto riunire il suo nome a quello del trombettista dell’Oklahoma
che, da vivo, l’aveva invece tenuta lontana dalla sua musica e dalla sua stessa
vita per quasi trent’anni. Il box d’apertura del sito omonimo, oramai offline,
la diceva lunga sulle intenzioni della terza moglie di Baker, a scapito della
sincerità e della salvaguardia disinteressata del ricordo del grande artista :
La CCB Productions, Inc. è stata creata dalla famiglia per conto di Chet, che ha sempre voluto produrre la sua stessa musica. Secondo le ultime stime ci sono stati circa 83 bootleg e una
quantità enorme di memorabilia
non autorizzate.
La
CCB sta progettando di
ristampare il meglio di queste registrazioni non autorizzate ufficializzandole
come "Best of the Bootleg".
Vorremmo ringraziare tutti i contrabbandieri (all bootleggers in originale) in anticipo per la produzione delle registrazioni. A nostro parere sono stati più che compensati nel corso degli
anni, per i loro costi iniziali, dal mancato pagamento di royalties a Chet ed alla sua famiglia.
A
questa “simpatica” intro, aggiungevano la possibilità di acquistare fotografie,
disegni, sculture, poster, T-Shirts e quant’altro fosse disponibile per tutti
quelli che avevano “amato la musica” di Chet.
La
qualità della prima registrazione messa sul mercato nel 1991 dalla CCB, il “Live
at Buffalo, NY, 1984”,
è pessima. Il costo del CD era quello corrente (25$), e la copertina era
ricavata da un disegno di Lisa Frank, il cui poster era in vendita per 30$.
All’interno una lettera firmata dal batterista Art Frank che, anche lui,
partecipava e tentava di spiegare la nobiltà del progetto.
.
Un
documento sonoro come tanti, forse appena rimarcabile per la presenza di Sal
Nistico e per una bella versione di Nightbird, eppure reso ufficiale grazie
agli eredi, che forse tendevano più a spremere ogni possibile guadagno dal nome
di Chet Baker che ad aggiungere un tassello veramente illuminante sulla
carriera musicale del trombettista.
Il
secondo “inedito” pubblicato nel 1992 dalla CCB, quel “Live At Pueblo,
Colorado” del 1966, non è meglio né in termini di ricerca del materiale, in
quanto era già presente sul mercato e pubblicato da diverse etichette con altri
nomi come Milestone della King Jazz, Mister B della Jazz World ed inserito in
più di una compilation, come in 'Round Midnight, insieme al Live in Buffalo,
New York, del 1984, né per quanto riguarda la qualità del suono.
.
Per
fare più chiarezza sulla disordinata storia discografica del loro amato
parente, i familiari hanno pensato bene di farlo uscire nuovamente nel 1999,
con il titolo di Live At Gaetano’s e con una nuova copertina, forse l’unico
punto a favore, in quanto nella prima edizione campeggiava un’impacciata foto
del matrimonio di Carol Jackson e Chet Baker, più necessaria a rimarcare il
legame legale tra i due che a documentare un utile frame di quel concerto live.
Solo
quando Matthias Winckelmann, uno dei due soci fondatori dell’etichetta tedesca
ENJA, ha contattato gli eredi Baker per chiedere il permesso di pubblicare
alcuni inediti, la qualità delle produzioni col marchio CCB ha raggiunto
livelli ottimali.
Chet
Baker è stato molto attivo in Europa, soprattutto dopo il suo famoso ritorno
alle scene dei primi anni Settanta, ma era stato bandito da diverse nazioni già
alla fine degli anni Sessanta, tra cui la Francia, la Svizzera e L’Italia, dopo i fatti di Lucca.
.
In
Germania, ad esempio, era stato arrestato a Berlino per possesso di
stupefacenti e, dopo il ricovero coatto di 40 giorni, fu bandito dal paese e
deportato negli USA, nel marzo del 1964. Anche lì, come in tutta Europa, la
figura di Chet divenne mitica e, quando nell’autunno del 1978 poté farvi ritorno,
grazie all’interessamento di John Snyder e Gabrielle Kleinschmidt,
l’accoglienza dei fans fu notevole e
molti club ingaggiarono nuovamente il trombettista.
Il
1° novembre Baker iniziò un lungo tour con Phil Markowitz al piano, Jeff
Brillinger alla batteria e Scott Lee al basso, come al solito disorganizzato
fino allo sfinimento, con tappe giornaliere che andavano da Berlino alla
Francia, da Norimberga all’Olanda, da Dortmund a Stoccolma e così via.
Di
quei due mesi del ’78, sono note agli archivi almeno 4 registrazioni storiche, due
delle quali con Jean-Louis Rassinfosse al posto di Scott Lee, il “Live at
Nick’s” in Olanda ed i tre titoli registrati in Francia: il “Live in
Chateauvallon”, “Broken Wing” e “Two a Day”, ma moltissimi sono i concerti registrati
che circolano tra gli appassionati, che non si sono trasformati in
pubblicazioni ufficiali.
Il
volume 4 della collana “Chet Baker the Legacy”, coprodotto dalla CCB e dalla
ENJA nel 2003, per tornare al tema, è un’ottima registrazione di un concerto
dello stesso Quartetto, ripreso il 9 dicembre 1978 al Kulturzentrum di
Ludwigsburg, ed inserita nel novero delle pubblicazioni ufficiali con il titolo
di “Oh You Crazy Moon”.
Non
molti sanno che esistono tracce anche dei due concerti successivi, tenuti da
Baker a Stoccolma il giorno 11 dicembre, ed a Copenhagen il 12 dicembre 1978,
con lo stesso quartetto, tranne Jean-Louis Rassinfosse al basso che sostituisce
Scott Lee.
Le
tracce sono le stesse che hanno segnato il ritorno alle scene di Chet, come
“Love for Sale”, “How Deep is the Ocean” e “Oh, You Crazy Moon”, suonate per la
prima volta nel disco CTI del 1977 e che rimarranno fino alla fine attive nel
suo repertorio.
Chissà
se un giorno la famiglia tenterà di ufficializzarle, quello che è certo è che
adesso sono qui, almeno per ora, anche per voi.
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Credits:
Chet Baker 4tet
Chet Baker 4tet
Live at Fasching,
Stockholm, Sweden
December 11, 1978
Private Recording
Chet Baker - trumpet, vocals
Phil Markowitz - piano
Jean-Louis Rassinfosse - bass
Jeff Brilllinger – drums
Tracklist:
1)
If I Should Lose You - 11:30
2)
Sad Walk - 15:14
3)
There Will Never Be Another You - 10:01
4)
But Not For Me - 12:10
5)
Love For Sale - 15:23
6) The Touch Of Your Lips - 15:18
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Credits:
Chet Baker 4tet
Chet Baker 4tet
Live at Jazzhus Montmartre,
Copenhagen, Denmark
December 12, 1978
Private Recording
Chet Baker - trumpet, vocals
Phil Markowitz - piano
Jean-Louis Rassinfosse - bass
Jeff Brilllinger – drums
Tracklist:
1) Blue Room - 9:36
2) Just Friends - 13:00
3) The Touch Of Your Lips - 14:24
4) Love For Sale - 16:13
5) How Deep Is The Ocean - 16:37
6) Daybreak - 15:33
7) Down - 15:29
8) Oh, You Crazy Moon - 15:49
9) The Best Thing For You Is Me - 12:22
10) She Was Too Good To Me 17:19
2) Just Friends - 13:00
3) The Touch Of Your Lips - 14:24
4) Love For Sale - 16:13
5) How Deep Is The Ocean - 16:37
6) Daybreak - 15:33
7) Down - 15:29
8) Oh, You Crazy Moon - 15:49
9) The Best Thing For You Is Me - 12:22
10) She Was Too Good To Me 17:19


















