Visualizzazione post con etichetta Pellegatti Paolo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pellegatti Paolo. Mostra tutti i post

mercoledì 30 ottobre 2013

Urbani /Bonafede /Di Castri /Pellegatti /DeJohnette /Surman /D’Andrea /Terzano _ video, 1980

Appunti per una video/discografia di Massimo Urbani _ Video

Programma TV – RAI – 18’34”
1. Dubbio (L. Bonafede)
2. uk. t.



Formazione #1: Massimo Urbani (as), Luigi Bonafede (p),
Furio Di Castri (b), Paolo Pellegatti (dr)
Formazione #2: Massimo Urbani (as), John Surman (ss, bar),
Franco D'Andrea (p), Lucio Terzano (b), Jack DeJohnette (dr)
Registrato: a Milano, Jam al Capolinea, 20 novenbre 1980

Note: Premiazione dell’Associazione Nazionale dei Critici Discografici. Breve intervista.

mercoledì 23 ottobre 2013

Massimo Urbani _ INVITATION _ Unissued 1977 - 1984


Credits:

Label: PHILOLOGY
Catalog#: W 58.2 (Cd, 1995)

Country: Italy
Formazioni e sedi varie: 
#1 Massimo Urbani (as), Enrico Rava (tr.), 
Jean-François Jenny-Clark (cb.), Aldo Romano (batt.). 
Macerata, Arena Sferisterio, 23 luglio 1977.
#2, 3, 4, 5 Massimo Urbani (as), Mike Melillo (p), 
Massimo Moriconi (b), Paolo Pellegatti (dr). 
Perugia, Hit Club, 26 novembre 1983.
#6 Massimo Urbani (as), Carlo Gargioni (p); 
Roberto Giolito (b); Leonardo Angeletti (dr); 
Urbisaglia (Macerata), “Teatro Comunale”, 24 novembre 1984



Note: CD fuori commercio, 
allegato al n. di ottobre 1995 della rivista Musica Jazz, 
che comprendeva l’inserto monografico dedicato a Massimo Urbani.

Tracklist:

1. Lavori Casalinghi (E. Rava) 23’25”
2. Invitation (Webster; Kaper) 10’15”
3. Old Folks (Hill; Robinson) 12’05”
4. You Don’t Know What Love Is (De Paul; Raye) 7’02”
5. Rhythm-A-Ning (T. Monk) 11’59”
6. My Little Suede Shoes (C. Parker) 11’05”



mercoledì 2 ottobre 2013

Massimo Urbani _ DEDICATION to A.A. & J.C. – MAX’S MOOD _ 1980


Credits:

Label: RED RECORD
Catalog#: VPA 160/165 (2 Lp, 1980);
   VPA 160.2 (Cd, 1994)
Country: Italy
Recorded: in Bologna, 
Music Center, 1980 June


Massimo Urbani (as); Luigi Bonafede (p); 
Furio Di Castri (b); Paolo Pellegatti (dr)



Tracklist:

1.Dedications - To Albert Ayler e John Coltrane - (M.Urbani) 16’25”
2.Naima (J.Coltrane) 9’20”
3.L’amore (L. Bonafede) 10’00”
4.Max’s Mood (M.Urbani) 13’50”
5.Scrapple from the Apple (C.Parker) 3’50”
6.Speak Low (K.Weill) 6’20”
7.Soul Eyes (M.Waldron) 10’20”



lunedì 8 luglio 2013

FIVE FOR JAZZ - Luigi Bonafede, Massimo Urbani, Pietro Tonolo, Piero Leveratto, Paolo Pellegatti - LIVE IN SANREMO AND PESARO, 1984


Registrammo «Five For Jazz – Live in Sanremo & Pesaro» nell’84. È stato il mio secondo disco con lui, e ricordo che Massimo ha suonato come sempre in un modo incredibile, dimostrando una padronanza strumentale e di linguaggio veramente alta. Devo dire che lui considerava quella incisione come una delle sue migliori.


I pezzi erano miei, ma chiamai il gruppo Five For Jazz. Feci io la direzione musicale, e non per megalomania: è stata l’unica «tassa» che ho imposto perché volevo un’unità di intenti e una coerenza di repertorio. Volevo che tra un pezzo e l’altro ci fosse un minimo denominatore comune, un sound di gruppo molto riconoscibile pur nel rispetto dei ruoli, idee e personalità dei singoli musicisti; comunque, questa è un po’ anche una mia caratteristica.


Il disco è stato fatto per la Splasc(h) da Spagnoli, con Alberto Alberti. Con questo disco siamo stati ad Umbria Jazz, a Nizza… era un gruppo che andava. C’era Pietro Tonolo, e con Massimo era una coppia che funzionava, anche se uno era del Polo Nord e uno dell’Equatore, ma davano quello che mancava l’uno all’altro. A Massimo mancava una conoscenza scientifica della musica, che era la forza di Pietro. A volte tendeva ad esasperare la situazione, sia emotivamente che nella durata del solo, che faceva sempre con gusto e maestria. Delle volte faceva degli assoli bellissimi, ma troppo lunghi. Grazie al modo di Pietro, Massimo diventava più contenuto e sintetico, trasmettendo ugualmente tutta la sua emotività. 

Pietro era l’opposto di Massimo anche negli atteggiamenti; ha un modo diverso di esprimere il suo lato viscerale e sanguigno, quasi statuario, e con Massimo dopo un quarto d’ora era sistemato. Quindi Massimo suonava un po’ più regolare e Pietro, pur mantenendo le sue caratteristiche di musicista superpreparato, contenuto, era influenzato dalla visceralità di Massimo; senza rendersene conto aveva acquisito un «lasciarsi andare» maggiore e dei tempi più lunghi.


Aveva un suo suono tra i più belli insieme a quelli di Trane, Parker e Larry. Massimo aveva un impatto musicale emotivo degno dei più grandi. Purtroppo non si è dato il tempo di scoprirlo e tanto meno gliel’ha dato il nostro ambiente. Lui cercava in maniera istintiva, inconscia, come un animale cerca di mangiare quando ha fame. Non credo che si fosse mai posto, come tutti i veri artisti, il problema se avesse o non avesse trovato uno stile.


Bisogna ricordare che Massimo ha iniziato a suonare il jazz a quattordici anni, con Gaslini. Era normale, quasi fisiologico, che cercasse le origini di questa musica e che questa operazione poi l’aveva portato a qualche confusione. Il musicista è anche soprattutto un uomo e Massimo aveva problemi interiori psicologici oggettivi, molto più impellenti, più profondi e più importanti del suo stile, avendolo per giunta di natura. Ma se vogliamo sottintendere che non aveva cambiato la storia del jazz allora entriamo in un altro discorso, tra l’altro molto delicato e molto soggettivo. Massimo, fino a che c’è stato, non ha cambiato la storia in maniera determinante come lo hanno fatto Miles, Trane, Parker, Monk; come non l’hanno cambiata il 90% dei jazzisti di tutto il mondo. Certonon l’hanno cambiata Keith Jarrett o Wynton Marsalis o Mike Brecker, o un tango suonato da una fisarmonica; ma tutti questi, compreso Massimo, l’hanno fatta la storia. I Miles ed i Trane, senza tutti i precedenti, senza i loro partners e senza tutti noi, non avrebbero potuto cambiare proprio niente.

È una questione di ruoli, e tutti sono ugualmente importanti: le storie ed i suoi cambiamenti. Un infinito mosaico di sfumature umane che lentamente si muovono, è un equilibrio della natura dove un leone non può vivere senza una gazzella, o un insetto senza i fiori.


Purtroppo nel nostro ambiente c’è sempre stata fretta di etichettare, di catalogare, di giudicare, di dare un marchio fin dalla prima nota, senza più mutarlo, continuando a fare abbinamenti e paragoni. Tutto questo non è certo uno stimolo alla ricerca e alla creatività. Se tutti noi, musicisti, critici, discografici, pensassimo di più alle cose essenziali della musica e quindi della vita, che non sono quasi mai chiare da subito, stimolandoci di più con la fiducia anziché con il giudizio; se fossimo meno ansiosi, più umili, più rispettosi delle sfumature e delle fatiche di ognuno di noi; se ascoltassimo con gli occhi, le orecchie, la pancia e tutti i sensi, forse ci sarebbero più stili, più innovazioni, più lavoro e meno frustrazioni. Tornando a Massimo, credo che il suo problema non fosse in nessun caso di tipo musicale, ma di tipo strutturale, psicologico.

Luigi Bonafede, da “L’Avanguardia è nei sentimenti – Vita, morte, Musica di Massimo Urbani” a cura di Carola De Scipio – stampa alternativa 1999



******************



Credits:

Five For Jazz

Label: SPLASC(H)
Catalog#: CD HP 01.2
Format: CD
Country: Italy
Recorded
May 1984, (tracks 1 to 4),
July 1984 (tracks 5 to 7)

Massimo Urbani (alto sax),
Pietro Tonolo (tenor sax),
Luigi Bonafede (piano & leader),
Piero Leveratto (bass),
Paolo Pellegatti (drums)



Tracklisting:
 

1) Ca’Nova - 16:16
2) Marisa - 3:21
3) Samba Swing - 18:47
4) For Larry - 11:31
(dedicated to the great tenorman Larry Nocella)




1) Lorella - 2:34
2) Atmosfera - 10:34
3) Locomotiva - 6:33

sabato 30 gennaio 2010

Luigi Bonafede Gruppo Jazz - Locomotiva - 1976


This is an important record for me, not only because it contains a piece of the sound of Luigi Trovesi, or because documenting the research, the validity and the beauty of the music of Luigi Bonafede.
This is an important record for me, because I was always given an idea of community, exchange, collaboration genuine and spontaneous, as well as a strong passion and a desire to document the moment.

Even the cover says this:
the ecstasy of enjoyment after creating (Bonafede n°1), the exchange of glances and thoughts (Trovesi, Terzano and Marsano, n°2, 6 and 4), the satisfying search continues (Marchesini and Pellegatti, n°3 and 5, discuss over a copy of Transition by John Coltrane) and then the friendship, art, literature, the smoke and the music enclosed in a single room represented in those splendid 12-inch or 31x31 cm.

And then the music, music that pulls forward, pushing the head in the right, taking account also the last of his wagons because, you know, in the stations of life, you can always reverse the direction, but the link should not be interrupting ...

For this reason, I consider this an album for jazz collectors, real ones.
Or better still, this is an album for jazz lovers, because it represents them, describes them and tells of them better than a thousand useless words mine.

I dedicate this post to Alessandro of Bergamo who contacted me after recognizing some records, that he sold me long time ago, on my blog dedicated to HORO label.
Recognized, you understand, as it does with the children away and loved for a long time, even forever, though now they no longer live in the same house.

Here, this is jazz: liaison, exchange and passion.
Thanks Ale, thank you mate.


Credits:

Bonafedegruppo Jazz - Locomotiva

Label: ARISTON
Catalog# AR LP 12314
Format: LP
Country: Italy

Recorded in Milan, 1976

Luigi Bonafede (piano), Gianluigi Trovesi (soprano sax, alto sax),
Alberto Marchesini (el. guitar), Paolo Marsano (fender bass),
Paolo Pellegatti (drums), Lucio Terzano (bass on #A1, A2, B2)


Tracklisting:

Side A

A1) Locomotiva - 9'44"
A2) Verano - 8'27"



Side B

B1) Stranezza - 6'16"
B2) La Notte - 6'00"
B3) What's Up That's It - 8'13"