lunedì 31 luglio 2023

Enrico Rava Unissued feat. Randy Kaye 5et _ Brooklyn 1967, May 24

 

RA: La storia del recupero del tempo perduto, della ricerca degli inediti, come ha fatto con Massimo Urbani o con la collana dedicata a Charlie Parker per esempio, è un altro aspetto caratteristico della Philology. Anche nel tuo caso Piangiarelli ha scovato un nastro con Randy Kaye, un’incisione realizzata a Brooklyn nel 1967, offrendoci un altro tassello mancante nella tua discografia. 

Enrico Rava: Si, è vero, è un aspetto peculiare questo e chissà come ha recuperato quella vecchia registrazione. Era il luglio del ’67, provavamo nella Lower East Side, dalle parti di Tompkins Square con Randy Kaye, che anni dopo sarebbe diventato il batterista di Jimmy Giuffre. Al piano c’era un ragazzo londinese, Peter Lemer, al basso Steve Tintweiss e al sax tenore Joel Peskin, un musicista eccezionale per il quale prevedevo un grande futuro nel jazz e che invece è finito a fare il turnista, di alto livello, in California. In quei giorni a casa mia c’era Aldo Romano, a NY per registrare con i fratelli Kuhn e con loro suonava anche Jimmy Garrison, ed era lui che ci teneva al corrente sulla salute di Coltrane che stava molto male. Quel giorno le prove con Randy procedevano benissimo anche se il mio stile, all’epoca molto avant-garde, ogni tanto cozzava con il resto del gruppo più orientato verso la tradizione. Eravamo comunque contenti di suonare insieme e i ragazzi mi venivano dietro anche perché ero quello con più esperienza grazie alla mia militanza con Steve Lacy e Roswell Rudd ma si stava facendo tardi per cui telefono a casa per avvisare di non aspettarmi. Mi risponde Aldo. È in lacrime. Riesce appena a dirmi “è morto”… al funerale di Coltrane suonò Albert Ayler. Tantissima gente. Non riuscii ad entrare. Molte lacrime. Una cappa di dolore…



RA: immagino… tornando a Piangiarelli, credo che sul suo essere collezionista ed “archivista” se ne potrebbe scrivere molto…

ER: Ma difatti, a parte che faccio il musicista, io sono un appassionato di Musica in generale e di Jazz in particolare, e quando avevo il desiderio personale, o anche il bisogno professionale, di ascoltare qualcosa d’introvabile, ogni tanto gli chiedevo aiuto e lui immediatamente mi trovava il brano… penso che abbia migliaia e migliaia dischi di Jazz, perché qualsiasi disco che mi veniva in mente, il giorno dopo lui, zack, ce l’aveva e lo ritrovava subito, tra l’altro, che è un altro aspetto curioso perché anche io ho tanti dischi ma se uno mi chiede dov’è tal dei tali, è un casino a trovarlo mentre lui quella roba della catalogazione lì, ce l’aveva nel sangue e lo trovava subito…

*****

Intervista a Enrico Rava, tratta dal libro Philology Jazz Records, Storia di un'etichetta discografica di Macerata, nota in tutto il mondo


Brooklyn 1967, May 24th Tears for a Year Gone By

Credits:

 Label: Philology

Catalog#: W495

Format: CD

Country: Italy

Recorded in New York 1967, May 24th

Enrico Rava (trumpet)

Randy Kaye (drums)

Peter Lemer (piano)

Steve Tintweiss (bass)

Joel Peskin (tenor sax)




Tracklist:

CD ONE

#1 Apricot Lady – 13’52”

#2 Pretty Sweet – 15’43”

#3 Tears For A Year Gone By – 13’56”



CD TWO

#1 Laughter – 13’32”

#2 What Little Girls Are Made Of – 17’51”

#3 To Angel with Love – 9’41”






12 commenti:

  1. This is really a great share!!!

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  2. Thanks very much. Sounds really good!

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  3. Splendide! Grazie mille ! Merci beaucoup !

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  4. Mi ha commosso il ricordo della morte di Coltrane.

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  5. I'm grateful for the positive community your blog fosters.

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  6. Does the Philology blogspot still exists ? I know, Paolo has joined Chet...

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    BHOWANI

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  8. grazie per la condivisione, bel disco, era molto che non riascoltavo Rava degli anni settanta. posso chiederti se ci sono speranze di vedere qui Cile Libero, Cile Rosso di Gaetano Liguori? introvabile o quasi...

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  9. He got the recording from me. I'm Randy's son. Randy preserved it as it sat for 40 years.

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