Martedì 23 ottobre ore 19:00,
Francesco Martinelli presenta Django di Michael Dregni (edt/Siena Jazz), presso la Libreria Altroquando,
via del Governo Vecchio 80 Roma.
A
seguire, live dei Gadjo Swing Trio.
Quando diciamo che una musica racconta una storia,
comunemente intendiamo descrivere il trasporto provato all’ascolto, usando una
metafora che travalica i criteri dell’estetica musicale, per arrivare ad
esprimere direttamente l’emozione vissuta.
Forse voi sarete in grado di trovare altre espressioni mentre ascoltate Si Tu Savais, io non riuscirei ad aggiungere altro.
Oggettivamente, è difficile mettere in relazione fra loro
linguaggi diversi, ed è per questo che il sentimento funziona da trait d’union, risolvendo l’impervia
sfida di rendere un’impressione unica che un sistema di segni distinti, quali
le note e le parole, raramente riescono a descrivere con comunità d’intenti.
.
Ma riuscire ad instillare, ed a far vibrare il sentimento
nella propria espressione artistica è cosa ancor più ardua, sia in musica che
in letteratura, e nelle opere biografiche è, praticamente, un evento raro.
"Armato del suo banjo,
Django entrava nei bal come se stesse attaccando la Bastiglia. Già
a dodici anni suonava con un virtuosismo ed una potenza che stupivano e
facevano impressione, a volte potevano addirittura spaventare. Non entrava nei
bal con l’idea di attaccare le barricate della musette, ma nelle registrazioni
che sono giunte fino a noi Django suonava non proprio come un accompagnatore,
quanto come il leader di un colpo di stato realizzato da un solo uomo".
Così Dregni ci introduce nel magico mondo di Django Reinhardt,
trasportandoci nella Parigi del primo
Novecento, mostrandoci la nascita del jazz europeo, con la
creazione del Quintetto dell'Hot Club de France, facendoci incontrare Duke
Ellington e Louis Armstrong tra gli altri, accompagnandoci in un lungo viaggio
emotivo che arriva al jazz moderno di Charlie Parker ed alla chitarra
elettrica.
"Uno dei primi segnali
delle ambizioni di Django emerse all’inizio degli anni Venti, durante un
banchetto per Les Amis de l’Accordéon. Imbracciando il suo banjo-chitarra
attaccò le prime note della più famosa e celebre tra tutte le polche nel
repertorio dei bal, “Perle de Cristal”. La melodia è un fuoco di fila di
terzine che potrebbero far annodare le dita di un fisarmonicista, e per provare
la loro bravura, le migliori orchestre acceleravano in un bruciante finale. Ma
dopo aver attraversato a suo modo la melodia, Django non portò il brano
all’usuale crescendo. Cominciò da capo, srotolando variazioni sulla fin troppo
celebre melodia, estraendo note come dal nulla, piegando il brano al suo
volere. Django non vedeva la ragione di assecondare strettamente quello che la
melodia richiedeva: per lui era solamente un punto di partenza per fare musica.
Come dicevano sottovoce nei bal, Django stava suonando «con il coltello in
mano» come se cercasse rogne, interpretando liberamente la sacra ed inviolabile
musette".
Il jazz iniziò ad infuenzare la vecchia musette con la sua
nuova strumentazione, tanto quanto Django Reinhardt influenzò il jazz dell’avvenire con la
sua Arte.
Questo libro ci racconta come.
Questo libro ci racconta come.
Il noto
linguista Paolo Fabbri, afferma giustamente che «così come una cattiva
traduzione impoverisce un testo, una buona traduzione lo arricchisce», arrivando
a preferire una versione sovrapposta di un testo originale, se vitale, ad
un’inutile traduzione letterale, morta in partenza nell’anima.
.
Per cui, se non
avete mai avuto la fortuna di vedere all’opera Francesco Martinelli, curatore e
traduttore del libro Django, che unisce l’approfondimento dettagliato della
ricerca alla mutevole trasversalità del significante, che sa raccontare per
immagini e far risuonare i silenzi, non perdete questa occasione, Martedì 23 ottobre ore 19:00, presso
la Libreria Altroquando,
via del Governo Vecchio 80 Roma.
Io vi aspetto, voi accordate i vostri cuori!
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I've never listened to Django, but I guess sooner or later I'm going to explore his music. Nice post. Visit my high-end jazz vinyl collecting blog here: http://www.1139indearoldstockholm.com
RispondiEliminaCheers!
Fredrik